IL MARE E LE SPIAGGE TORNINO BENI COMUNI

Il mare e le spiagge tornino ad essere beni comuni. Spiagge sempre meno accessibili, il mare scomparso dietro muri e recinzioni

di Claudio Pelagallo*

Nei decenni scorsi abbiamo assistito alla progressiva cementificazione della costa del litorale romano, stabilimenti abusivi, chioschi e cabine non rimovibili, scarsa azione di repressione,

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LAVORO. TORRICELLI (SEL): E’ PROVVEDIMENTO DI DESTRA

L’emendamento proposto dal Governo è il concentrato di una strategia inaccettabile che vuole abbattere la distanza tra quelli che il premier chiama lavoratori di serie A e quelli di serie B, cioè tutelati e precari, attraverso il livellamento verso il basso dei diritti. Si parla di contratti a tutele crescenti, ma nel frattempo restano invariate le innumerevoli tipologie di contratto precario esistenti oggi, non si parla in nessun caso di Reddito minimo di cittadinanza, si prevede l’abolizione dell’articolo 18, insomma è un provvedimento di destra che non affronta le questioni più serie del mondo del lavoro e che non genera alcun circuito virtuoso in grado di creare occupazione.
Questo è un colpo di mano ai danni di tutto il mondo del lavoro, perpetrato anche con un atteggiamento arrogante e chiuso al dialogo con le parti sociali e con il Parlamento. Praticamente un regalo ai diktat della Cancelliera tedesca, a cui Renzi evidentemente vuole dare rassicurazioni, anteponendoli ai bisogni reali del paese. Al Premier suggeriamo di occuparsi dei provvedimenti che servono alla ripresa e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per queste ragioni Sinistra Ecologia Libertà è con i sindacati e i lavoratori pronta a dare battaglia.”

INDIPENDENZA SCOZZESE. I GIOVANI SOSTENITORI DEL SI

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 I GIOVANI SOSTENITORI DEL SI:  L’INDIPENDENZA NON E’ SOLO UN FATTO ECONOMICO

Lungi dall’essere dei nazionalisti mercenari, stiamo provando ad andare oltre la definizione di benessere prodotta da un mercato miope.

Vonny Moyes

The Guardian,

14 settembre 2014

Traduzioni di Michela Onofri

Questa volta  Princes Street a Edinburgo invece dei soliti banchetti religiosi e dei  rappresentanti per i diritti degli animali ha accolto il marasma dei sostenitori per la campagna a sostegno del SI per l’indipendenza della Scozia: un movimento di amanti della democrazia artigianale che discutono e ballano sulle note dello Scottish Indie Band Kid Canaveral e che gettano al vento manciate di volantini.  Lo so, non si tratta  del  tipico attivismo politico, infatti  è stato sempre soggetto ad accuse. Una ottuagenaria indignata  mi afferra e sottolinea ogni sillaba della sua sfiducia nei nostri confronti

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INDIPENDENZA SCOZZESE. Dalla Stampa internazionale le posizioni per il NO

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Il prossimo 18 settembre si terrà l’importante referendum sull’indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna, mentre in autunno si dovrebbe tenere quello per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna. In una  Europa, alle prese con la crisi e con processi economici che rischiano di decretarne il declino sul piano geo-politoco, torna ad affacciarsi prepotente forte il vento dell’indipendentismo. Cosa significa? Per provare a capirlo pubblicheremo una serie di prese di posizione pubblicate sulla stampa internazionale in questi giorni, a partire dal caso scozzese. Cominciamo con il punto di vista contrario al referendum espresso da due ex premier britannici, il conservatore John Major e il laburista Gordon Brown. Traduzioni di Michela Onofri

 

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